Scilla
Pochi luoghi possono vantare un nome evocativo e potente come quello di Scilla. Come il mostro mitologico che nell’Odissea attende il passaggio dei marinai nello stretto di Messina, il paese giace arroccato sulla costa calabrese e si affaccia su quella siciliana, distante solo una manciata di chilometri.
Si tratta di un borgo grazioso e relativamente turistico, con una piccola spiaggia, un castello, botteghe e negozi di souvenir, ristoranti dove si mangia un pesce spaziale a chilometro zero.
Per correre, suggerisco di evitare la stretta e pericolosa strada litoranea e di inerpicarsi invece lungo la via provinciale che, superata la parte alta di Scilla, continua a salire verso il passo del Falco. Dal centro del paese al passo ho calcolato almeno una quindicina di chilometri, un po’ troppo se si desidera tornare indietro e magari anche andare a lavorare: ma questa strada a tornanti con vista mare, poco trafficata, fresca e ombreggiata anche in estate, permette a ciascuno di divertirsi con la quantità di salita e discesa che preferisce.
Se concludete la corsa sul lungomare di Scilla, fermatevi a fare colazione con una granita al caffè o un latte di mandorla di quelli fatti bene.